Di sicuro non mancherà il pesce quest’estate a Chioggia, ma la sua storica manifestazione non si disputerà a causa del Covid. Impossibile garantire sicurezza al numero elevato di persone richiamato ogni anno dalla Sagra

Non mancherà il pesce, che i ristoranti della città continueranno a proporre nelle mille declinazioni della cucina chioggiotta, ma non ci sarà la sua festa simbolo: la Sagra, che quest’anno avrebbe compiuto 83 anni.

La celebre manifestazione dedicata al prodotto ittico locale, infatti, affonda le sue origini alla fine degli anni Trenta del secolo scorso. La prima edizione fu inaugurata il 20 agosto 1938, in piena autarchia, quando il regime fascista puntava sull’autosufficienza del paese e il pesce era diventato una buona immagine promozionale per far da traino all’economia nazionale, attraverso l’incentivazione del suo consumo e implicitamente riservando un’attenzione particolare al mondo della pesca in tutti i suoi aspetti e all’industria ittica di trasformazione.

L’Italia del tempo praticamente non portava in tavola i prodotti del mare, il consumo medio si aggirava attorno ai 4 chilogrammi l’anno, contro i 5,8 della Francia, i 12 della Germania, i 17 dell’Inghilterra e i 30 della Norvegia.

 

Per lo stato fascista si trattava di buon cibo a un basso prezzo, e il pesce doveva diventare una delle basi dell’alimentazione nazionale, l’Italia, del resto, era allora come oggi un paese di mare. Ma la stessa manifestazione servì anche come momento di formazione dei pescatori e degli operatori dell’indotto.

In pochissimo tempo divenne una delle manifestazioni più rappresentative della città, un modo per raccontare un mestiere antico e un mondo al quale Chioggia apparteneva di diritto: il mare. Da subito infatti insieme all’offerta di pesce in piazza il prodotto in esposizione è stata la stessa Chioggia, attraverso il Corso del Popolo, e la sua identità fatta di mestieri, costumi popolari, le esposizioni del pescato e le friggitorie.

Una delle manifestazioni più importanti del Paese, tanto da essere tra le 100 meraviglie d’Italia, quest’anno purtroppo, a causa del Covid, non troverà spazio in Corso del Popolo. Lo ha deciso oggi l’Amministrazione comunale, adottando la delibera ad oggetto: “Misure per la prevenzione e il contenimento del virus Covid-19 – atto di indirizzo in merito alla realizzazione di sagre, manifestazioni enogastronomiche, street food, mercatini enogastronomici programmati dall’ente e/o da soggetti privati su suolo pubblico”, ritenendo, in questa fase e in attesa di linee di indirizzo generali che prevedano la liberalizzazione, senza limitazioni, delle manifestazioni di piazza, opportuno adottare la via della sicurezza per garantire la tutela dei cittadini e l’incolumità delle persone.

L’Amministrazione ha scelto la via della sicurezza, per garantire la tutela dei cittadini e l’incolumità delle persone

“A seguito di alcuni incontri svoltisi in queste settimane con gli standisti della Sagra del pesce – ha spiegato l’assessore al turismo e agli eventi Isabella Penzo – siamo giunti alla conclusione condivisa dai più di sospendere l’ottantatreesima edizione fino a nuove disposizioni. Gli straordinari numeri di visitatori di questa storica manifestazione, che richiama turisti da ogni parte d’Italia, sono in continua crescita e a seguito delle recenti disposizioni è difficile mettere in campo tutte le misure previste dalla normativa”.

L’estate 2020 prevederà, tuttavia, una serie di iniziative più contenute e diffuse, e per l’ottimo pesce di Chioggia c’è da fare affidamento sulle cucine dei tanti locali del centro storico e del lungo mare, dove oltre alla qualità si potrà contare su una magica atmosfera, magari a lume di candela per un brindisi anche a questa estate…